Tommaso Grassi

Fattori e Sarti (Consiglieri Regionali di Sì – Toscana a Sinistra), Trombi e Verdi (Consiglieri Comunali di Firenze Riparte a Sinistra): “L’appello Rossi-Nardella ha contenuti assolutamente condivisibili: il problema è la credibilità di chi lo lancia”

“Ripudino Minniti, i suoi decreti e i lager libici, e dimostrino coi fatti cosa significa essere antirazzisti al governo”

Queste le dichiarazioni di Fattori e Sarti (Consiglieri Regionali di Sì – Toscana a Sinistra), Trombi e Verdi (Consiglieri Comunali di Firenze Riparte a Sinistra)

“Abbiamo letto l’appello della coppia Nardella-Rossi per una grande manifestazione in difesa della democrazia, contro il razzismo dilagante, in aperta opposizione alle dichiarazioni sempre più deliranti del ministro dell’interno Salvini ed in particolare contro la recente proposta di schedare la popolazione rom italiana, tanto terrificante quanto inapplicabile. L’appello ha un contenuto condivisibile, anche se contiene significative omissioni e ‘non-detti’: sembra una chiamata a fermare i barbari che assediano la città, ma forse è utile ricordare che qualcuno le ha già spalancate le porte di quella città. E’ sconcertante la disinvoltura con cui si dimenticano i campi di concentramento libici messi in piedi da Minniti o la “la strategia dell’aiutarli davvero a casa loro”, per citare Matteo Renzi. Sì, Salvini le spara grosse e ci fa indignare ma Minniti ha già fatto il grosso del lavoro. Lo ha fatto esprimendosi in un italiano impeccabile, con tutte le autorità visibili e invisibili che stavano dalla sua parte e nel silenzio assordante della stragrande maggioranza di questo Paese. Quindi per carità, attacchiamo con forza Salvini e questo governo ma non dimentichiamo ciò che è successo appena ieri.

Insomma, al di là dei contenuti dell’appello, c’è il macigno della credibilità di chi lo lancia. A Nardella diciamo che un Sindaco non dimostra il proprio antirazzismo con un documento ma con i suoi atti di governo, con le iniziative prese e le parole spese ogni giorno. Il Sindaco di Firenze, a proposito delle case popolari, ha rilanciato orgogliosamente lo slogan “prima gli italiani” e più volte negli ultimi anni ha invocato la costruzione di un centro di rimpatrio (CPR) anche in Toscana, per poter meglio applicare i decreti Minniti, con il quale ha sempre avuto grande intesa e sintonia. Nardella ha messo in bella mostra in piazza Signoria la merce sequestrata ai senegalesi, facendo della piazza una nuova gogna e fomentando l’odio contro gli ambulanti. Per non parlare delle ultime uscite sul Poderaccio, quando ha parlato di sgomberare il campo “ma senza privilegi”. Ed è sempre Nardella il Sindaco che nega il gonfalone al Pride perché sarebbe una manifestazione ‘divisiva’. Da anni il PD, nei suoi atti di governo ma anche nelle esternazioni e nelle prese di posizione che contribuiscono a costruire ‘senso comune’, ha deciso di legittimare il razzismo delle destre e di alimentare il risentimento verso immigrati o rom. Così come ci si è accodati al tam-tam sulla così detta ‘sicurezza’ , sempre messa in relazione con la presenza di immigrati, quando tutti i dati ufficiali indicano che la criminalità è in diminuzione e non in aumento, a partire da omicidi, rapine e furti.

Se si intende reagire al razzismo dilagante è bene far i conti con le paure e le percezioni della gente, ed è ancor più necessario spezzare con fermezza la spirale di odio e ripudiare qualsiasi ragionamento anche solo allusivamente razzista, lavorando ventre a terra per realizzare misure strutturali, a tutti i livelli, per una vera integrazione: casa, lavoro, istruzione. Per tutti. E quando si è Sindaci o si ha ruoli di governo, si deve essere antirazzisti nei fatti e nelle scelte, non nei proclami”.

Pubblicato giovedì, 21 giugno 2018 alle 14:54

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