“Educatrici nido, chi ha studiato quel bando deve fare un corso di buonsenso” Candidato sindaco della sinistra unita Grassi: “Ridotte le ore, prove inaccettabili”

“Andava studiato meglio, e non poco, il nuovo bando per 9 posti a tempo indeterminato per educatrici fatto dal Comune di Firenze”. Così Tommaso Grassi, candidato di Sel, Prc e lista civica alla guida di Palazzo Vecchio commenta la scelta di fare “un bando con prove limitative e restrittivo per gli aspiranti educatori e le aspiranti educatrici”. “Si parla intanto di contratti a tempo indeterminato, e questa è l’unica buona notizia.
Per il resto le ore sono nettamente diminuite, con 4 persone a 18 ore e non 22 settimanali come in passato, e si offre un lavoro previo il superamento di una prova insensata sotto l’aspetto della conoscenza di una lingua straniera”. Perché, rincara Grassi, “non si tratta di conoscerla in modo sufficiente per svolgere il ruolo di educatrice ed educatore di asilo nido ma si chiede la capacità di superare un test: una traduzione complessa, su una lingua a scelta, che di fatto chiude le porte in maniera preventiva a persone preparate. Donne e uomini che potrebbero ricoprire il ruolo in modo serio e adeguato ma non hanno la grandissima preparazione che si chiede in fatto di lingue straniere”.
“Per seguire i bambini degli asili nido non è necessario essere madre lingua – afferma provocatoriamente Grassi – e questa clausola appare priva di senso”. La proposta di Grassi, quindi, va in tutt’altra direzione: fare un nuovo bando per contratti a tempo indeterminato e a tempo pieno, e prove che siano realmente funzionali a selezionare le competenze delle figure da inserire nel ruolo di educatori.

Pubblicato domenica, 20 Aprile 2014 alle 16:35