Donella Verdi (Frs – SI) “Nuovi criteri direttivi in continuità con la riduzione dell’autonomia dei quartieri”

“La riscrittura dei criteri direttivi che ci viene proposta con questa delibera – spiega la consigliera di Firenze Riparte a Sinistra – Sinistra Italiana Donella Verdi – cerca di rimodellare quelli precedenti ma, non li migliora.
Non delineano una inversione di tendenza rispetto a quel processo di svuotamento del decentramento avviato nella precedente legislatura con l’abbandono delle direzioni e l’accentramento delle funzioni e dei processi decisionali e amministrativi a livello centrale e che ha contribuito ad aumentare la distanza da cittadine e cittadini.
Non si parla di azione autonoma dei Consigli di Quartiere ma, di ricorso a forme di consultazione da parte dell’Amministrazione, finalizzate ad instaurare un confronto diretto tra Giunta e Presidente del Consiglio di Quartiere.
La scelta politica compiuta dalla precedente amministrazione comunale ha svuotato progressivamente l’autonomia decisionale dei Consigli di Quartiere sulle politiche territoriali. E questa proposta trova continuità con quel processo.
Si parla, infatti, ripetutamente di attività dei Quartieri che affianchino quelle cittadine ma, non di un reale ruolo autonomo di programmazione, di pianificazione e di decisione.
L’attività si concentra sulla figura del Presidente del Consiglio di Quartiere visto come tramite verso l’Amministrazione comunale ma, non considera il ruolo dell’insieme del Consiglio di Quartiere eletto da cittadine e cittadini se non per l’espressione di parere su determinati atti o presentare mozioni e odg, non vincolanti per l’Amministrazione comunale.
Non ha ruolo autonomo, al massimo “concorre” all’attività dell’Amministrazione comunale. Il Consiglio di Quartiere, non decide, non pianifica, tuttalpiù propone.
Con la nuova proposta dei criteri direttivi, si cerca di correggere le evidenti carenze e i vuoti creatisi in questi anni, introducendo un rapporto diretto tra presidenti dei quartieri e responsabili delle direzioni dei servizi comunali, una suddivisione dei bilanci per quartiere, le poste di bilancio, il PEG ma, questo non sarà sufficiente a recuperare quella capacità esecutiva diretta che è stata persa.
Si parla di coinvolgimento di cittadine e cittadini nella gestione del territorio non come sollecitazione della cittadinanza attiva verso il bene comune, su cui peraltro la Commissione Città Metropolitana sta lavorando in fase redigente per un Regolamento dei beni comuni ma, allo scopo di conseguire un risparmio.
Si tralascia l’attenzione alle questioni relative alla marginalità, al disagio sociale, all’inclusione, introducendo ampio spazio ad un approccio securitario volto a garantire la vivibilità del territorio, affidando ai Quartieri il ruolo di segnalazione di situazioni di degrado e pericolo (magari introducendo più videosorveglianza, come ci ha detto l’assessore in Commissione e ribadito in Consiglio) per rassicurare i cittadini senza però politiche che si pongano l’obiettivo di rimuoverne le cause.
La tendenza a costruire una città fortezza che serve solo a spostare di qualche metro più in là le problematiche ma non contribuisce a risolverle.
I Quartieri sono per loro stessa collocazione, la parte più prossima al territorio e ai cittadini e alle cittadine ma, con l’impostazione corrente, al massimo raccolgono segnalazioni, richieste che poi senza mezzi e strutture, non possono far altro che trasmettere all’Amministrazione Comunale, senza poter intervenire direttamente.
Nel Dup – conclude Donella Verdi – si continua ad affermare che i Quartieri si potranno configurare come delle vere e proprie municipalità. Un’enunciazione ambiziosa, forse un auspicio ma allo stato attuale, con questi criteri direttivi, diventano essi stessi lo Sportello al cittadino presente nel Programma di mandato, funzionale all’attività dell’Amministrazione comunale, molto meno ai quartieri”.

Pubblicato lunedì, 6 Febbraio 2017 alle 17:08