Verdi: “Visione di città del sindaco, dismissione e svendita del patrimonio immobiliare in favore di piccole e grandi holding”

Questo l’intervento della consigliera di Firenze riparte a sinistra Donella Verdi sulla Relazione di fine mandato

Una brochure di 16 pagine per fare il bilancio delle cose promesse e delle cose fatte, prodotta anche con l’apporto di un soggetto terzo pagato dai contribuenti, che verrà distribuita alle famiglie alla vigilia della campagna elettorale per dire quanto è stato bravo il Sindaco che ha realizzato oltre l’83% delle cose promesse.

Se si basa la valutazione sulla percentuale, il giudizio non può che essere positivo, ma se si guarda a cosa è stato e a come è stato fatto, il giudizio cambia sostanzialmente.

Soprattutto ci sono scelte che abbiamo contestato fin da subito, come l’esternalizzazione di molti servizi che avrebbero dovuto e potuto rimanere a gestione diretta. Anzitutto le biblioteche, ma ancora più eclatante è stata la cessione ai privati di parte del tempo scolastico della scuola dell’infanzia. E’ stata così delegata al privato l’istruzione pubblica, col grande risultato di avere una minore qualità educativa, allargamento della precarizzazione e disparità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici che svolgono lo stesso lavoro. Senza poi contare il precariato, senza possibilità di stabilizzazione, per gli esecutori nei servizi della prima infanzia.

Si parla dello Stadio ma che, dopo i tanti rinvii, non sappiamo ancora come sarà, perché la Fiorentina ha annunciato che forse sarà più piccolo di quello che era stato previsto. Quindi ancora una volta deciderà la parte privata, cioè la Fiorentina, che detterà non solo i tempi, dopo aver ottenuto di occupare tutta l’area della Mercafir per un’operazione principalmente a scopo commerciale, ma anche come si farà senza tenere conto degli impatti sul territorio circostante, salvo l’adattamento all’aeroporto.

Una città che punta sul turismo, senza operare per un suo effettivo decentramento . Un turismo che si caratterizza per lo sfruttamento del territorio da parte dell’

industria turistica e per la proliferazione delle locazioni turistiche con l’espulsione degli abitanti dal centro.

La Realizzazione delle linee tramviarie è un fatto positivo, ma manca un piano complessivo della mobilità che veda l’integrazione del trasporto pubblico su gomma e su rotaia (tram e treno), ridefinendo i rapporti col traffico privato e sfruttando le nuove tecnologie, magari a scala metropolitana. Il passaggio della tramvia in superficie dal Duomo, ad oggi negato, attenuerebbe invece il problema dell’isolamento del centro storico e del suo spopolamento.

La trasformazione della Polizia Municipale, che viene spinta a sostituirsi alle forze dell’ordine, tralasciando quelli che sono i compiti specifici, come il rispetto dei regolamenti comunali e il controllo della sicurezza della circolazione e della sosta. Ormai si sosta e si parcheggia ovunque, anche in doppia fila, creando spesso blocchi del traffico, oppure occupando marciapiedi e strisce pedonali, con la tranquillità dell’impunità, perché difficilmente qualcuno passerà a controllare.

La sicurezza e il controllo del territorio stanno così dentro una visione tutta securitaria, di mera repressione quando le cose accadono, senza azioni di prevenzione volte a ricostituire quel senso di comunità che è andato perduto, pensando magari di porre rimedio con l’installazione di telecamere a profusione.

Le GAV, il controllo del vicinato, le ordinanze contro i bivacchi, il controllo dei consumatori di stupefacenti: azioni che vanno a colpire le fasce più deboli e spesso marginali, senza minimamente incidere sulle cause, in nome di cose non ben definite, come il “decoro” e il “degrado”. Il video del Sindaco con la ruspa mentre abbatte baracche abusive vicino al campo del Poderaccio, gli sgomberi in nome del ripristino della legalità, ma senza creare le condizioni affinché queste persone possano entrare e

restare nella legalità, sono provvedimenti effimeri che acuiscono proprio le problematiche per cui sono messi in campo.

Il rilancio dei Quartieri che ha disegnato il Sindaco non è altro che il loro ulteriore indebolimento, svilendo l’assemblea consiliare circoscrizionale con l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente, ma senza restituire poteri, deleghe, dotazione finanziaria e dotazione organica, in contraddizione proprio con quanto espresso nel programma di mandato e nelle relazioni al bilancio. Quelle che avrebbero dovuto configurarsi come delle vere e proprie municipalità sono invece un obiettivo sempre più lontano.

Si parla ripetutamente di visione di governo della città, ma noi vediamo spesso solo l’alienazione di patrimonio immobiliare pubblico e l’occupazione da parte di privati di pezzi di città, che non fanno che dilatare, a vantaggio di pochi, la “città vetrina” e la “città del lusso”. Una città che invece, in centro storico e nelle aree semicentrali, è invece sempre più svuotata di veri residenti, mentre subisce una sempre più pressante e pesante gentrificazione.

In realtà si tratta di interventi che danno una visione di città sempre più lontana dalle persone e che consegna il suo ridisegno alla rendita, che si sostituisce a luoghi un tempo vivi e pulsanti. Ultimo esempio di questa sostituzione è quello della Manifattura Tabacchi: soltanto un’occasione persa di apertura e di nuova relazione con la città, che espelle perfino i servizi educativi, spostandoli lontani, con un misero housing sociale, limitato per 12 anni, e con nessuno spazio ad uso pubblico, se non il passaggio verso le attività private all’interno. Lo stesso destino speculativo già toccato all’ex Teatro Comunale, Costa San Giorgio, San Gallo solo per citarne alcuni.

Il Sindaco che si è trasformato in un piazzista, come lui stesso ci ha ricordato, per la svendita e dismissione del patrimonio immobiliare, ha così consentito alle grandi

holding finanziarie di impossessarsi del nostro territorio, rinunciando alle proprie prerogative per la pianificazione della città, delegandola agli interessi del privato per favorire soltanto studentati, residenze di lusso, centri commerciali. Ma questi interventi, che spacciano per “rigenerazione urbana”, quanti benefici hanno portato alla cittadinanza di fronte dell’intensificarsi degli sgomberi, alla domanda di residenze a costi contenuti per famiglie, giovani, stranieri e persone in situazioni di fragilità?

Per essere soddisfatti non basta scrivere “fatto”. Si deve vedere cosa e come è stato fatto e allora quello che appare è davvero un’altra cosa

La Consigliera di Firenze riparte a sinistra Donella Verdi

Pubblicato martedì, 26 Febbraio 2019 alle 15:09