Contestazione disciplinare a dirigente, Grassi: “Pd sospende la democrazia in Consiglio comunale. Sul caso non risponde: assurdo”

“Oggi di democratico in Consiglio comunale non c’è proprio niente. Nemmeno il partito di Nardella. L’opposizione in città è messa a tacere”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, attacca la presidentessa Biti, dopo essersi visto negare la possibilità di discutere della sua domanda d’attualità su una contestazione disciplinare a carico di una dirigente comunale. E incalza “E’ vero che l’assessore Gianassi, che aveva il compito di rispondermi, è arrivato in ritardo, ma questo non vuol dire che si possa saltare a piè pari, oltretutto, se la ViceSindaca avesse rispettato i tempi secondo le regole del Consiglio, c’erano ancora 10 minuti disponibili per la discussione delle domande di attualità”. Grassi spiega “Non voglio passare sempre per chi fa dietrologia o per una persona incline alla politica del sospetto. Però oggi mi vedo privato di un diritto. Quello di parola. E’ un fatto gravissimo”.

Dopo l’articolo apparso su Repubblica, il consigliere comunale Grassi, interrogava l’amministrazione comunale per sapere se si condividesse la conclusione a tarallucci e vino decisa dal direttore generale Parenti, e se fosse una cosa normale utilizzare gli uffici comunali per scopi personali, tra cui le prenotazioni per le visite ai musei. “A questo punto – continua Grassi – è chiaro a tutti che quello che è successo oggi. E’ una chiara volontà di non rispondere e di mettere a tacere una vicenda scomoda. Sono coinvolti dirigenti nominati dal sindaco Nardella. I dirigenti sbagliano? O abusano del proprio ruolo?”. E conclude ” Se ci affidiamo alle capacità di chi dirige e che ammette che dopo 8 mesi ancora non sa come pagare i biglietti del museo, non siamo messi per niente bene. Se poi la persona in questione coordina gli uffici del bilancio e della gestione del recupero crediti del Comune, esprimiamo sempre di più la nostra preoccupazione. Nessun problema per la giunta Nardella. Assolti tutti. Gli unici puniti sono i rappresentanti dell’opposizione di sinistra che vogliono trasparenza”.

Pubblicato lunedì, 18 Gennaio 2016 alle 16:05