Scandalo Maggio a New York, Grassi: “Sovrintendente più 3 dirigenti della Fondazione per 5 giorni ci sono costati 17.900. Quasi 900 euro al giorno ciascuno”

Il sovrintendente Bianchi insieme ad altri 3 dirigenti, lo scorso dicembre, per 5 giorni, compreso viaggio di andata e ritorno, a New York hanno speso per vitto, alloggio e taxi ben 17.900 euro. Quasi 900 euro a testa ogni giorno, più che una missione appare un viaggio premio di lusso”. Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, attacca la dirigenza del Maggio musicale fiorentino, dopo aver ricevuto la risposta ad un’interrogazione presentata ben 4 mesi fa.

E incalza: “Soldi che sono stati pagati dalla Fondazione. La missione, almeno così si legge, aveva una serie di obiettivi. Molti, forse troppi e di risultati se ne sono visti ben pochi. La delegazione in 5 giorni ha incontrato il Maestro Luisi per la programmazione artistica, poi ha preso contatti con la società per il crowdfunding e infine, si scopre, che i quattro dirigenti si sono incontrati con lo studio statunitense Baker&McKenzie, ma che ha sedi anche in Italia, per valutare l’opportunità di costituire una Fondazione di diritto statunitense”.

Il capogruppo poi ricorda le ultime vicende legate al Maggio: “Solo ieri la Fondazione ha chiuso un bilancio in attivo di qualche euro, rischia di fallire e portare i libri in tribunale, ed è recente la notizia della richiesta di altri 25 milioni di euro di contributo statale straordinario. Oltre ai 4,5 milioni di euro che ogni anno eroga il Comune”.

Insomma numerosi sono stati i dipendenti licenziati, esodati e messi alla porta negli ultimi anni – continua Grassi – e nonostante ciò continuano ad essere assegnati incarichi e consulenze. Ma ancor più grave, dal punto di vista morale ed etico, c’è chi si approfitta del proprio ruolo e fa pagare alla collettività lusso e comodità.”.

All’indignazione e alla contrarietà per questi comportamenti, il consigliere Grassi aggiunge: “
Come si fa a non capire che non è questo il modo che dovrebbe avere chi si trova a dirigere una Fondazione così prestigiosa come il Maggio? Certo, è da tempo che sta affrontando un periodo non affatto semplice. Ma è da attribuire all’incapacità politica e gestionale attuale e precedente”.

Attrarre fondi pubblici e privati risulta sempre più difficile – spiega il capogruppo – ma sono necessari per ridare slancio e ritorno d’immagine e di prestigio. Le amministrazioni pubbliche sono in crisi, anch’esse afflitte da tagli ai servizi da erogare alla cittadinanza, e le aziende che non sempre possono più permettersi di erogare sponsorizzazioni a cuor leggero. La situazione è molto complicata”.

Ci chiediamo quindi – conclude Grassi – se c’era proprio così bisogno di spendere quasi 18mila euro per un viaggio che sarebbe potuto costare meno se si fossero fatte scelte diverse. Ai dipendenti si chiedono, da anni, sacrifici economici e al pubblico si supplica di rimanere fedele e continuare a pagare abbonamenti a fronte di produzioni artistiche talvolta ogni anno più scadenti. Mai che si pensi a stringere la corda alla dirigenza. Se tenessero davvero alla Fondazione, potrebbero rinunciare anche a parte del proprio stipendio a 5 zeri, per dimostrare che il Maggio lo si salva anche con un po’ più di umiltà e di impegno”.

Pubblicato venerdì, 6 Maggio 2016 alle 19:10