Corte dei Conti sul bilancio, Grassi: “Gravi irregolarità nella gestione economica del 2013, che continuano ad influenzare i conti. Tutta colpa della corsa di Renzi a Palazzo Chigi?” Non basta fare promesse di fronte alla Corte dei Conti per cavarsela.

“Sono 11 pagine, riportano la data del 31 luglio 2015 e sono firmate dalla Corte dei Conti della Toscana e meglio di qualunque altro atto dimostrano gli effetti sui conti economico finanziari del Comune di Firenze della corsa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi culminata nei primi mesi del 2014: come una barca che pur di arrivare lontano si lancia contro sfide impossibili e che si abbandona prima del naufragio, così l’ex Sindaco di Firenze cerca di fare con l’amministrazione fiorentina.”

“Gravi irregolarità sulla gestione della cassa e dei fondi economici del Comune che la Sezione della Corte dei Conti dopo un procedimento durato un anno ritiene ‘non concluso’ e le irregolarità ‘non rimosse completamente’. Per difendersi il Comune ha usato l’arma che più di altre conosce bene, promesse che sa benissimo non potrà mantenere visto gli annunci e i proclami che continua a fare anche questa amministrazione alla cittadinanza.”

“Per il primo anno i fondi per la spesa di investimenti che sistematicamente a fine anno venivano utilizzati per pagare i fornitori della spesa corrente e non peggiorare il patto di stabilità, salvo nei primi giorni dell’anno successivo essere riequilibrati e ripristinata la legalità, nel 2014 non sono stati sistemati e la Corte dei Conti lo sottolinea in maniera chiara. Così come nonostante il riaccertamento straordinario dei residui del maggio 2015 la sezione dell’autorità di controllo ritiene ancora troppo elevata la percentuale dei residui, somme di difficile incasso, vetusta e teme che questo possa ‘falsare’ i conti del Comune.”

“Capiamo che la Corte dei Conti non possa che aggrapparsi alla promessa del Comune che ‘farà il bravo’ da adesso in poi e che non si verificheranno più questo tipo di irregolarità ma troviamo significativo che non ritenga rimosse le irregolarità e che prenda atto, soltanto, della impossibilità di agire a due anni di distanza su un bilancio già chiuso. – conclude Grassi – Certo che la cittadinanza ha diritto a conoscere la vera situazione dei conti della propria Città e che la politica si debba interrogare profondamente se, pur di andare avanti e non dichiarare il proprio fallimento, continuare a gestire i bilanci commettendo irregolarità che portano negli anni ad avere sempre più enti i cui bilanci si scoprono gonfiati da cifre inesistenti.”

Pubblicato domenica, 6 Settembre 2015 alle 23:47