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Carceri, a Sollicciano la visita di Parlamentari, Consiglieri regionali e comunali della sinistra. “Gravissimi i ritardi per la realizzazione dell’ICAM e ancora troppe le carenze strutturali”

“Abbiamo trovato una struttura con gravissime carenze e in condizioni ancora inaccettabili per un paese civile. Ma abbiamo trovato anche, a cominciare dal lavoro della Polizia Penitenziaria, una volontà positiva di cambiamento, non solo nell’organizzazione, ma anche e soprattutto nella costruzione di percorsi in grado di preparare i detenuti al reinserimento nella società. Continueremo a seguire con attenzione la situazione di Sollicciano e non mancherà, in nessuna sede, il massimo dell’impegno affinchè vedano la luce le buone iniziative messe in cantiere negli ultimi mesi”.
Così le parlamentari di SEL-Sinistra Toscana, sen. Alessia Petraglia e on. Marisa Nicchi, commentano il sopralluogo che hanno effettuato questa mattina presso il carcere fiorentino di Sollicciano insieme ai consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, e ai consiglieri comunali della sinistra Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi.

“Ancora una volta – proseguono – dobbiamo purtroppo constatare di aver trovato una situazione molto difficile in termini di vivibilità, sia per i detenuti che per i lavoratori. Umidità, infiltrazioni, impianti di riscaldamento guasti rimangono all’ordine del giorno, con conseguenze negative sulla salute di chi opera all’interno del carcere, che rimane un mondo a sè, avulso dalla città ed estraneo all’esterno. Abbiamo trovato particolarmente grave la presenza di madri detenute con i propri figli, costrette a rimanere in carcere perchè dopo due anni di annunci e rinvii ancora manca l’ICAM, il centro di custodia attenuata dove accogliere le detenute con bambini fino a sei anni”.

“Su questa vicenda – sottolineano in particolare i consiglieri comunali – chiederemo di conto alla Giunta comunale e alla Società della Salute. Allo stesso tempo è necessario che il Comune sia promotore di relazioni diverse tra la città e il suo carcere, promuovendo progetti e iniziative in grado di favorire un legame tra il dentro e il fuori, preparando chi oggi è detenuto ad un reinserimento pieno nella nostra comunità una volta scontata la pena”.

“A livello nazionale – aggiungono Petraglia e Nicchi – è necessario che il Parlamento continui e trovi maggiore coraggio quando si confronta con il tema della detenzione. La nuove legge sulla messa in prova, seppur timida, è un piccolo passo in avanti. E’ incomprensibile e gravissima, a questo riguardo, la chiusura di Renzi ad una possibile amnistia, esclusa tout court ieri nella conferenza stampa di fine anno, come a voler strizzare l’occhio al giustizialismo che punisce e non riabilita, come chiede la nostra Costituzione e come deve accadere in ogni paese civile”.

Pubblicato mercoledì, 30 Dicembre 2015 alle 19:12