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“Sollicciano: due bambini dietro le barre. La direzione del carcere non ritiene più necessaria l’Icam”

In risposta a una mia domanda di attualità sullo stato di attuazione del cronoprogramma per la creazione di una Sezione a custodia attenuata per le detenute madri (ICAM), l’assessora Funaro ha risposto che, se anche con un po’ di ritardo, il cronoprogramma va avanti e i lavori di ristrutturazione si concluderanno nel febbraio 2017 ma, informa anche che, verbalmente, dalla direzione del Carcere sono state espresse perplessità sull’utilizzo della struttura visti i numeri di madri con bambini.

Fino a pochi mesi fa, durante una visita effettuata al Carcere dal Gruppo Firenze Riparte a Sinistra con le parlamentari Alessia Petraglia e Marisa Nicchi, c’era una mamma con una bambina di appena tre mesi, ora ce ne sono due con due bambini piccoli.

Sono passati quasi sei anni dalla firma del Protocollo tra le varie istituzioni per la realizzazione dell’ICAM e adesso che finalmente si procede al restauro della struttura, il Carcere ci fa sapere che forse non è più necessario.

Eppure ci sono due bambini che trascorrono i loro giorni dietro le sbarre ma, anche se ci fosse una sola bambina o un solo bambino, la struttura è necessaria perché non è tollerabile che un bambino cresca dietro le sbarre di una prigione.

Chi ha compiuto reati deve scontare la pena e per questo è privato della libertà ma, al contempo, dovrebbe trovare nella struttura carceraria le possibilità di recupero e reinserimento nella società.

Figuriamoci quando si tratta di bambine e bambini che non hanno alcuna colpa e per i quali non può bastare uno spazio gioco tra le sbarre di un carcere perché gli sia assicurata una crescita serena.

Per questo la struttura dell’ICAM è necessaria. Non possiamo accettare che neanche una sola bambina o un solo bambino si senta già, dai primi anni di vita, escluso e ai margini della società, per colpe non sue e per le deficienze del nostro Stato.

 

Pubblicato martedì, 7 Giugno 2016 alle 9:28