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Bilancio, Trombi: “Compitino in un periodo storico in cui c’è bisogno di scelte radicali”

“PD ancora aggrappato ad una visione liberista della città”

Questo l’intervento del consigliere del gruppo Firenze riparte a sinistra Giacomo Trombi

“La giunta Nardella porta a casa un bilancio che narra di una visione ancora fortemente ancorata al passato, una Firenze incentrata sul turismo sempre in espansione, con un centro vetrina da cui si allontanano residenza e alloggi popolari, una città dove si tutela la grande rendita. Nardella paladino del perbenismo e del decoro, fra l’ipocrisia di pretendere legalità da chi vive in condizioni indegne e la lotta contro il degrado e contro i poveri, invece che contro la povertà.
È sicuramente una buona cosa votare il bilancio adesso, ha ricadute positive sull’economia dell’amministrazione, ma nulla più di un buon compitino, alla fine. Noi avremmo preferito uno studente più discolo, ma geniale: che fa scelte coraggiose, di rottura, che sfida i vincoli di bilancio per dichiarare guerra alla povertà, non ai poveri. Avremmo voluto un bilancio con al centro la cosa pubblica, che riportasse il trasporto pubblico, l’acqua, la gestione delle strade nelle mani dei cittadini, dove si invertisse la tendenza verso le esternalizzazioni dell’istruzione, fatte passare come unico modo per mantenere un servizio. Avremmo voluto un bilancio che contenesse una risposta vera al 28% di famiglie che hanno diritto ad un alloggio popolare ma che non lo hanno. Avremmo voluto una spesa seria per il verde pubblico, non la cifra ridicola di 88 centesimi a metro quadro di verde (siano aiuole o alberi monumentali), le cui conseguenze sono la mala gestione degli ultimi anni, e i conseguenti abbattimenti di moltissime piante.
Restano poi grandi contraddizioni: pensiamo alla tranvia, l’ossatura del trasporto cittadino, che però non passerà dal centro storico; pensiamo all’accordo con airbnb, nel quale non vi è traccia di alcun disegno politico: ci si accontenta di recuperare la tassa di soggiorno, invece di porre la questione della distribuzione geografica delle locazioni, dell’effetto gentrificante e terribile di tali piattaforme sui prezzi e sugli affitti.
Resta infine il grande assente dalla scena politica fiorentina: la moschea. La città di Firenze non ha ancora una moschea”.

Pubblicato giovedì, 28 Dicembre 2017 alle 16:16