Beni culturali, Grassi : “Si limita il diritto di sciopero dei lavoratori e non si fa niente per migliorare i servizi” “Servono fondi e personale non operazioni di marketing”

“Il governo Renzi inserisce musei e beni culturali nella lista dei servizi pubblici essenziali e il Comune di Firenze con l’assessore Gianassi fa sapere che la trova un’ottima cosa. Vorremmo sapere come avverrà questo miglioramento. Intervenendo con un decreto legge sulla libertà di sciopero? Perché il punto non è il danno di immagine. Si cerca solo di mascherare un’operazione di limitazione delle libertà e dei diritti dei lavoratori suscitando sdegno in chi ha dovuto fare la fila per visitare il Colosseo. Ma i lavoratori non erano in sciopero, ma in assemblea, perché da nove mesi non gli viene pagata l’indennità di turnazione. Oppure come avvenuto già anche a Firenze con la Biblioteca Nazionale ormai ridotta al lumicino a causa della mancanza di fondi e di personale. Brutti e strani vizi hanno questi lavoratori, anche la pretesa di essere pagati per il proprio lavoro e cercare di farlo nel miglior modo possibile”. Così Tommaso Grassi interviene in Consiglio comunale sulle novità previste dal decreto legge approvato pochi giorni fa dal Consigli dei ministri e continua “non riusciamo a capire come mai i lavoratori devono essere trattati come banditi per aver posticipato di due ore l’apertura di un museo e nessuno dice niente se chiudiamo Palazzo Vecchio e il suo polo museale per cene private. I numeri che l’assessore Gianassi riporta sulla chiusura per incontri istituzionali o per le riprese di un film non corrispondono a verità. Non siamo contrari agli eventi di beneficenza, che hanno visto la nostra città protagonista negli ultimi tempi, ma non è possibile che i beni culturali fiorentini siano sottratti a turisti e cittadini per operazioni di svendita e marketing”.

“La misura è colma – conclude Grassi – come ha detto il ministro Franceschini, ma siamo noi che non ne possiamo più. E’ inaccettabile che il diritto dei lavoratori valga meno di quello di imprenditori, grandi marchi o ricchi di turno che si affittano Palazzo Vecchio per farsi una bella foto e vantarsi con gli amici”.

Pubblicato sabato, 19 Settembre 2015 alle 18:48