Bene il ritorno al Maggio della Colombo, ma non parliamo della ex-Sovrintendente.

Maggio, Grassi: “Bene reintegro Colombo”

“Ora paghi chi ha danneggiato Fondazione”

 

Grande soddisfazione dei consiglieri comunali Tommaso Grassi, Giacomo Trombi e Donella Verdi del gruppo “Firenze riparte a sinistra con Sinistra Ecologia Libertà, Firenze a sinistra e Rifondazione comunista” per la sentenza del giudice del lavoro che reintegra l’addetta stampa della Fondazione del Maggio allontanata nel 2010 dalla sovrintendente Colombo.“E’ un giusto reintegro – affermano i consiglieri – e adesso sarebbe ancora più giusto che il danno alla Fondazione venisse pagato da chi, a suo tempo, decise per il licenziamento. Si parla di una somma data dagli arretrati maturati e dalla riassunzione dopo la decisione della sovrintendente Colombo. Decisione che portò una persona a ricoprire il ruolo di addetta stampa senza concorso, nella peggiore logica di spoil system”.“Questa è solo l’ultima di una lunga serie di errori – continuano i consiglieri – Le conseguenze disastrose di una gestione inadeguata si vedono ora, anche a distanza di anni. E questa ulteriore sentenza non contribuisce a risolvere e ad alleviare la tragica e precaria situazione della Fondazione, dei lavoratori e del futuro dell’istituzione culturale fiorentina di livello internazionale”. “Chiederemo alla Giunta – incalzano Grassi, Trombi e Verdi – alla prossima seduta del Consiglio comunale, di fare una comunicazione per capire quale futuro possa attendere, adesso che abbiamo un nuovo Consiglio d’indirizzo insediato, il Maggio musicale e il Teatro della Musica”.“Riteniamo – conclude il gruppo consiliare Firenze riparte a sinistra – un grave errore politico candidare come nuovo sovrintendente chi ha commissariato la Fondazione per incarico ministeriale. Soprattutto se nel suo mandato non ha denunciato i gravi errori gestionali e l’incapacità della precedente amministrazione Colombo. Cosa è stato ottenuto in questo periodo? Un accordo sindacale, rimesso in discussione dalle nuove norme nazionali, che ha lasciato i lavoratori in braghe di tela senza riaprire mai un proficuo dialogo”.

 

 

Pubblicato domenica, 13 Luglio 2014 alle 16:20