Tommaso Grassi

Banca Etica, Grassi, Verdi e Trombi: “La vendita delle quote è un atto inconcepibile e non serve neppure a far cassa. Si difendono le banche che hanno rovinato intere famiglie e si vendono le quote di un istituto etico e morale”

“Presenteremo una mozione per la sospensione del bando e una delibera per mantenere la quota di Banca Etica”

Queste le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Giacomo Trombi e della consigliera Donella Verdi

“Impossibile non richiamare una contraddizione tra quanto viene fatto a livello nazionale con il salvataggio delle banche con i soldi dei cittadini, nonostante le gestioni abbiano spesso mandato in rovina intere famiglie e aziende, ed invece quanto sta accadendo a Firenze con il Partito Democratico che permette che venga pubblicato il bando per la vendita delle quote di Banca Etica.”

“Se c’è una banca di cui condividiamo la missione d’eticità e la moralità dei rapporti con il territorio è proprio Banca Etica e la finanza etica che difficilmente si trova negli istituti bancari. Il bando per la vendita che per mesi sembrava scongiurato verrà pubblicato nelle prossime ore e il Comune non può neppure invocare la motivazione economica, in quanto il valore delle quote in mano a Firenze è poco superiore ai 7500 euro. A nulla è valsa la mozione approvata all’unanimità nel 2017 dal Consiglio comunale che chiedeva alla Giunta di rivedere la propria scelta: è grave che si sia deciso unilateralmente di dare seguito ad una decisione che il Consiglio aveva chiesto di rivedere. Neppure l’ipotesi circolata in Palazzo Vecchio di una vendita parziale e il mantenimento di una quota pro forma, dal significato più politico che economico, è stata rispettata in quanto la vendita, nel bando si legge, sarà per l’intera percentuale delle quote del Comune.”

“Ci pare proprio uno schiaffo ad una partecipazione, che ripetiamo, ha un valore più simbolico che reale di valore economico e che permetterebbe di sostenere e collaborare in qualità anche di socio con l’istituto per i progetti di finanza etica sul nostro territorio, che spesso Nardella e la sua amministrazione hanno dichiarato di voler tutelare. Temi forse che non interessano più al Partito Democratico che è più impegnato a salvaguardare le banche dove siedono amici e parenti di propri esponenti”.

Pubblicato martedì, 14 novembre 2017 alle 10:32

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