Tommaso Grassi
alienazioni immobili

Alienazione immobili del Comune di Firenze, interrogazione in Regione. Fattori (Sì) e Grassi (FraS): “Regione conferma che è patrimonio ERP. Il Comune di Firenze viola la legge regionale”

“Operazione di ‘gentrificazione’ del centro fiorentino ai danni dell’Edilizia Residenziale Pubblica e di chi è in lista per una casa popolare”

“Stiamo parlando della vendita di quelle che sono fra le ultime case popolari rimaste nel centro di Firenze. In altri termini, l’alienazione ad Invimit dei 13 immobili di via de’ Pepi è il compimento dell’inesorabile ‘gentrificazione’ del centro della città, da cui sono stati espulsi i normali cittadini per lasciare il posto alla rendita, alla speculazione e al turismo. Questo è un progetto di città che viene perseguito ad ogni costo, anche aggirando le norme regionali – afferma il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale, Tommaso Fattori, insieme al Capogruppo di Firenze riparte a sinistra in Palazzo Vecchio, Tommaso Grassi – . La notizia è chiara e il dato oggettivo incontrovertibile. Se la direzione patrimonio del Comune di Firenze ha affermato che questi immobili sarebbero ‘beni alienabili non riconducibili a Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)’, l’assessore regionale Ceccarelli, nel rispondere alla nostra interrogazione, ha inequivocabilmente chiarito che invece gli immobili in questione ‘sono senz’altro ascrivibili al patrimonio ERP’. Si tratta, infatti, di case popolari che hanno goduto di finanziamenti per l’edilizia pubblica e che sono stati utilizzati con questa finalità per almeno trent’anni, ospitando assegnatari ERP.

Se ne deduce che questi immobili non possono affatto essere venduti nella maniera in cui il Comune si appresta a venderli e che anche le procedure utilizzate dal Comune di Firenze per liberare gli alloggi violano le norme regionali. Siccome le persone spostate da via dei Pepi sono state ricollocate in alloggi popolari in viale Giannotti, se ne ricava che questi appartamenti ERP sono stati a loro volta sottratti, in un gioco delle tre carte, alle famiglie che erano da tempo in graduatoria, in attesa dell’assegnazione di una casa popolare.

Classificando gli appartamenti di via de’ Pepi come immobili di edilizia ordinaria, il Comune cerca anche di far sparire automaticamente l’obbligo a reinvestire i soldi ricavati dalla vendita in edilizia popolare residenziale, dato che i soldi potranno finire nel bilancio senza vincoli di sorta per il loro utilizzo”.

Pubblicato giovedì, 13 luglio 2017 alle 16:20

Iscriviti alla Newsletter