Alida e Marzia pensionate “forzate” del Maggio, l’invito della sinistra fiorentina: “Comune e Fondazione rispondano in tempi rapidi”

Alida e Marzia hanno iniziato giovedì scorso lo sciopero della fame e oggi sono qui perché la loro situazione esca dall’oblio e dall’inerzia e per riportare l’attenzione delle istituzioni sulle condizioni in cui si sono ritrovate da quando la Fondazione del Maggio Musicale le ha collocate, da un giorno all’altro, in pensionamento forzato.

Hanno lavorato al Maggio per circa 30 anni come precarie prima di essere assunte e quindi con pochissimi contributi. Alida è stata collocata in pensionamento forzato dal 30 maggio e Marzia dal 30 settembre dello scorso anno.

A loro non è stato offerta nessuna alternativa. Non c’è stato il passaggio ad Ales, non c’è stata nessuna proposta di incentivo all’esodo.

Soltanto l’uscita dal lavoro senza alcuna forma di tutela.

La Fondazione, trincerandosi dietro le normative di legge che lo avrebbero consentito, le ha collocate in pensione, senza però percepirla, e senza minimamente tenere conto delle condizioni in cui si sarebbero venute a trovare. Risulta peraltro, dalle ultime verifiche fatte dalle lavoratrici attraverso il CAAF che la Fondazione abbia compiuto delle inadempienze nella richiesta di pensionamento.

Si sono trovate, improvvisamente, senza lavoro, senza accompagnamento, senza pensione e senza sapere quando la percepiranno, e quando la riceveranno starà tra i 600 e i 700 euro mensili.

Attualmente, quindi, senza alcuna forma di reddito.

Si tratta di famiglie monoreddito, adesso senza nemmeno quello, con mutuo e famiglia da mantenere.

Praticamente una condizione che sta portando Alida e Marzia in una condizione di povertà.

Il 21 dicembre scorso il Consiglio Comunale ha approvato una Mozione che invitava il Sindaco ad adoperarsi verso la Fondazione di cui è Presidente per riprendere in mano la situazione e aprire un tavolo di trattativa per trovare una soluzione dignitosa alle due lavoratrici.

Chiediamo quindi ad Amministrazione comunale e Fondazione, in tempi rapidi, di trovare una soluzione dignitosa alle due lavoratrici perché non sarebbe tollerabile che in nome del risanamento del Maggio ad essere sacrificate siano due lavoratrici che non hanno alcuna possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro e che è da nove mesi sono senza alcuna forma di sostentamento.

 

Pubblicato martedì, 1 Marzo 2016 alle 8:57