Alcune riflessioni sulla manifestazione antifascista e sul corteo nazifascista alle Piagge

Riflessioni di Solito (SEL Sesto Fiorentino) e Grassi (Firenze riparte a sinistra) sulla Manifestazione antifascista e corteo nazifascista di ieri alle Piagge

La responsabilità dei fatti di ieri è da dividere tra vari soggetti e da imputare a diversi preoccupanti fattori.
Prima di tutto l’autorità di pubblica sicurezza. Il questore non avrebbe mai dovuto permettere una manifestazione fascista chiaramente illegale (a parte la bistrattata costituzione, in violazione alla Legge mancino, che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali).
Il risultato è stato permettere a quattro fascistelli armati di spranghe di riunirsi nel cuore di Firenze medaglia d’oro della Resistenza invitando all’odio razziale e a sciocchezze varie in un quartiere dove si stanno intensificando le tensioni tra italiani e stranieri, sulle quali le ricette che parlano allo stomaco delle persone, portate avanti dalla destra xenofoba, stanno attecchendo.
Il secondo responsabile è il Sindaco con la sua maggioranza e le ultime amministrazioni comunali, che da anni persegue una politica di marginalizzazione delle periferie, di completo abbandono al degrado, di confino delle contraddizioni, di creazione di banlieu spazzatura. Se i cittadini del Le Piagge, di Quaracchi e di Peretola vivono il traffico caotico, l’aumento della povertà, la mancanza di servizi per la cittadinanza e la carenza di manutenzione delle case popolari, delle aree a verde e delle strade, lo smog, gli aerei sulle teste, non è certo colpa degli immigrati, ma di un governo della città che presenta a loro il conto di una città cartolina per i turisti: l’altra faccia della carta patinata di un centro pedonalizzato è il caos di un traffico impazzito, e i quartieri abbandonati. Fatale poi che qualcuno trovi più comodo prendersela con il disperato di turno messo peggio di lui che con un potere che pensa a costruire nuovi aeroporti invece che servizi decenti. Questa è una guerra tra poveri che porta ad individuare il vicino di casa immigrato, o il più povero come la causa della propria situazione sociale ed economica: non è facendo la caccia allo straniero o al senza casa che si risolvono i propri problemi ma pretendendo che i diritti siano garantiti a tutte e tutti senza discriminazione. Lo dimostrano anche le inchieste romane che non è il problema della mancanza di fondi che hanno ridotto e riducono i servizi sociali alle fasce più deboli ma la delinquenza, l’illegalità e chi si arricchisce alle spalle dei più deboli con i soldi pubblici dei Comuni e della Regione.
Dopo ieri anche la sinistra deve interrogarsi sui modi non violenti da mettere in campo per frenare l’avanzata delle destre xenofobe nelle periferie dove la crisi si sente maggiormente e come fare a far prevalere la diffusione di una politica che destina i soldi a chi ne ha realmente bisogno senza che qualcuno se ne approfitti e qualcunaltro possa permettersi di rubare risorse alla collettività.

Noi ieri c’eravamo,e ci saremo ancora: perché non condividiamo, né condivideremo mai l’abbandono ai fascisti della città, lo scontro tra poveri, il ritorcere sugli immigrati le colpe di un potere politico e di chi l’ha sempre votato.

Pubblicato domenica, 7 Dicembre 2014 alle 17:35