VTA alberi

“Alberi, non accettiamo il taglio per incapacità e mancanza di risorse. Ecco la mia proposta”

“Torna di attualità il tema della gestione del verde pubblico a causa del programma di abbattimenti previsti nell’estate da parte del Comune e dalla promessa di procedere a reimpianti nell’autunno a Firenze. Non è nuovo il dibattito tra tecnici, con la politica e tra gli amministratori riguardo a come riuscire a coniungare, anche dopo gli eventi catastrofici degli ultimi anni dovuti al cambiamento atmosferico, la salvaguardia della incolumità della cittadinanza e la tutela del patrimonio arboreo di cui le nostre Città hanno bisogno sia nelle aree a verde ma anche lungo le strade. Sarebbe un eccesso e un doppio errore sia chiedere che non siano abbattuti gli alberi malati che comportano rischi, che  anche, come vorrebbe fare l’amministrazione fiorentina, sostituire interi quartieri abbattendo oggi, e reimpiantando ad autunno alberature diverse che richiedono poca manutenzione e che resistono meglio allo stress cittadino, anche se in cambio offrono una crescita lenta e chiome assai rade.”
“In tanti nella cittadinanza, in queste ore, ci segnalano e chiedono spiegazioni del taglio massiccio di intere strade fiorentine: non abbiamo trovato nessuno che voglia mettere in dubbio che un’alberatura se è malata debba essere abbattuta immediatamente dal Comune, piuttosto abbiamo incontrato e parlato con persone che vogliono sapere da chi amministra quello che succede nella propria città e nel proprio quartiere. Certo, pur non vantando competenze tecniche del settore, è davvero difficile starsene zitti davanti ad una politica lontana e sorda ai bisogni della cittadinanza, e in assenza di comunicazione da parte del Comune accettare il taglio di tutti gli alberi di Viale Corsica. Adesso che lì tutto è stato rinviato a dopo l’estate ci chiediamo come mai non sono stati tagliati neppure gli alberi a rischio crollo che avrebbero provocato morti sulla coscienza di chi si opponeva e sui quali nessuno ha mai sollevato dubbi: forse perché non sono mai esistiti oppure si spera al primo crollo di poter cavalcare l’onda emotiva e tagliare senza più nessuno tra i piedi?”
“Non ci saremmo sottratti dal dibattito e dal confronto con l’amministrazione se avesse voluto in tempo avviare una campagna di ascolto e di diffusione di quella che sicuramente è un cambio culturale nel modo di vivere e amministrare la Città: se fosse stata posta dalla politica di Palazzo Vecchio come una sfida dovuta al miglioramento della gestione del patrimonio arboreo, di cambiare il volto di alcune strade dove errori del passato potevano essere corretti con specie diverse e meno problematiche, se fossero stati condivisi e comunicati obiettivi e finalità, avrebbero e avremmo fatto il bene di Firenze, ma così è tutt’altra cosa. Avremmo potuto portare il nostro contributo propositivo, molto probabilmente non aderendo automaticamente alle proposte del Comune ma ricercando un punto di mediazione intelligente. In questo caso invece si ha il sapore di una amministrazione alla canna del gas dal punto di vista economico, che ha deciso che le somme spese per le manutenzioni delle alberature non sono sufficientemente remunerative dal punto di vista dei consensi elettorali e che ha scelto di procedere ad abbattere per risparmiare e per non avere responsabilità sul destino neppure degli alberi che potrebbero crollare in futuro, non tanto di quelli già adesso malati o messi male che andrebbero abbattuti.”
“Infatti il tema non trattato dalle illustri tecnici intervenuti nel dibattito e che invece vogliamo porre all’attenzione riguarda appunto le valutazioni tecniche, dette VTA, sulle alberature: un servizio esternalizzato al miglior prezzo, pari talvolta anche a 7 euro a pianta: facile comprendere che il tecnico non voglia assumersi responsabilità particolari per analisi tecniche che non vengono neppure effettuate a quota. Cosa ci aspettiamo da chi viene pagato così poco per una valutazione che può domani portarlo in tribunale a doverne rispondere penalmente? E dall’altra i tecnici del Comune: azzerati i boscaioli che una volta sapevano bene se e come intervenire, appaltato all’esterno al prezzo più basso ogni tipo di operazione di manutenzione e con nessuno in Comune che controlli come vengono effettuati i lavori. Ci sono poi i vertici tecnici chiamati a seguire il settore del verde e dell’ambiente che hanno professionalità più da scrivania che da strada, che inducono gli stessi ad evitare di assumersi, nonostante i lauti stipendi, rischi per il proprio operato. Pensiamo davvero che questo sistema possa garantire sicurezza sul territorio e che non si apra la strada ad operazioni estreme finalizzate a salvaguardare solo la propria sedia?”
“Infine al Signor Mati, rappresentante dei venditori di piante ai Comuni, che è intervenuto nella diatriba tra Comune e cittadini, ci permettiamo di fargli notare che ha dimostrato poca attenzione ai fatti ed è corso a difendere il Comune in modo così spudorato da non essere credibile quando propone di far assumere ogni responsabilità civile e penale per eventuali danni a persone nei prossimi dieci anni a chi si dichiara contrario all’abbattimento degli alberi. Non sappiamo se il suo interesse a vendere alberi abbia qualche meritevole scopo ma crediamo che farebbe bene a informarsi meglio sulle proteste dei cittadini e se proprio una proposta la deve fare pensi piuttosto a porre una innovazione verso sia quelle ditte che vendono gli alberi ai Comuni che a quelle che effettuano le manutenzioni. Perchè non si impongono obblighi tali che non sia  garantito solo per due anni l’albero impiantato, ma che ci siano penali per gli alberi che non riescono ad attecchire o che muoiono ancor prima di essere piantati? Cosi come ci dovrebbero essere pesanti penali se una ditta nell’eseguire i lavori di manutenzione sulle alberature dovesse sbagliare o creare danni alla pianta. Deve finire la solita usanza che, salvo rare eccezioni, gli scarti dei vivai siano oggetto delle vendite al Comune o che il personale mandato dalle ditte a lavorare nei cantieri lungo le strade non sia professionale e non abbia neppure attenzione a eseguire i lavori a regola d’arte, perchè sono ben consapevoli che poi nessuno controlla.”

Pubblicato sabato, 5 Agosto 2017 alle 12:58