72° anniversario Liberazione di Firenze, Grassi e Verdi: “Non limitarsi alle doverose celebrazioni, non allentare la guardia”

11 Agosto di 72 anni fa: Firenze è liberata dal nazifascismo: i partigiani per primi riconquistano la città. Sono stati pubblicati, da la Repubblica, i ricordi scritti sui diari di chi visse quei giorni, come la testimonianza di Margherita Biagini, allora appena tredicenne.
Quei ricordi, all’indomani della liberazione della città, di ritrovata speranza e insieme di inquietudine per gli strascichi di morte ancora presenti tra le macerie della città bombardata a ricordare che anche allora, come ora, nei teatri di guerra, a pagare il prezzo più alto sono i civili. Ricordi indelebili per chi li ha vissuti e che dovrebbero essere monito perché ciò che è avvenuto non si ripeta.
Purtroppo le immagini giornaliere vanno nella direzione opposta: gli atti terroristici, le atrocità dell’Isis, insieme alle esportazioni di democrazia, le sedicenti guerre umanitarie, hanno contribuito a generare quella tragedia umana che quotidianamente abbiamo davanti agli occhi: popoli che scappano dalla guerra e dalla fame che chiede all’occidente, soltanto un po’ di umanità e che riceve in cambio frontiere sbarrate, muri e fili spinati.
Se pensiamo a quanto avviene in Siria, come non fare un parallelo tra la nostra Resistenza di allora con quella delle donne kurde che hanno dovuto imbracciare i fucili per difendersi da chi vorrebbe annientarle e sottometterle, da chi non le riconosce come persone ma, le considera bottino di guerra, le stupra, le vende, le ammazza.
La Resistenza a Firenze e in Italia ha rappresentato, come per il popolo kurdo e gli altri popoli oppressi, la lotta per la conquista della libertà. Per questo, per mantenere vivo il sacrificio di chi è morto per la nostra libertà è importante, non limitarsi alle doverose celebrazioni, ma non allentare la guardia, perché quanto è stato conquistato non è acquisito per sempre, come diceva il partigiano Giorgio Pacini, recentemente scomparso e insignito, ieri nel Salone dei Cinquecento, del Fiorino d’oro consegnato alla moglie e al figlio, bisogna mantenere vivo per sempre lo spirito che ha animato quel sacrificio, raccontarlo nelle scuole, praticarlo nell’agire quotidiano contro ogni sopraffazione, per i diritti, per il mantenimento della democrazia, per la salvaguardia della nostra Costituzione nata dalla Resistenza e che oggi è messa a dura prova proprio da chi dovrebbe difenderla.
E’ dovere di tutte e tutti noi cittadine e cittadini difenderla.
Questa è oggi la nostra Resistenza.

Pubblicato venerdì, 12 Agosto 2016 alle 15:48