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“Sulla legge per il reato di tortura stiamo perdendo un’occasione: bocciata in Consiglio risoluzione da Pd e Forza Italia”

Ieri è stata bocciata in Consiglio Comunale, con i voti contrari di PD e Forza Italia, la nostra risoluzione che chiedeva una legge sul reato di tortura che rispettasse gli standard internazionali, ovvero quelli contenuti nella convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984, ratificata dall’Italia nel 1988, ma rimasta ad oggi (dopo quasi trent’anni!) lettera morta.

La legge attualmente in discussione, infatti, risulta carente sotto molti punti di vista, con particolare riferimento alla convenzione delle Nazioni Unite: ad esempio il crimine di tortura non è qualificato a livello normativo come reato specifico del pubblico ufficiale, bensì come reato comune (e pertanto può anche andare in prescrizione, e sappiamo bene cosa questo comporti in Italia). Non solo, la legge omette anche di esplicitare e circostanziare in cosa la tortura consista.

Ci preme sottolineare che quanto da noi richiesto non fa riferimento ad ambiti minoritari: è semplicemente quanto adottato dalle Nazioni Unite e successivamente da moltissimi stati. Con significative omissioni come la Turchia e l’Uzbekistan, ad esempio.

Crediamo che sia un’occasione persa, in Consiglio Comunale per dare uno stimolo prezioso, ma soprattutto a livello nazionale, dove probabilmente andremo a chiudere su una legge che serve solo da mettersi all’occhiello, ma che non andrà a colmare un vacuum legislativo che penalizza, per prime, le forze dell’ordine.

Una legge così come si prefigura non offre infatti strumenti, alle stesse forze dell’ordine, per potersi tutelare da comportamenti che ledono in primis la credibilità e l’onorabilità delle istituzioni stesse.

Se l’Italia si fosse dotata per tempo di una legge all’altezza della convenzione, forse non avremmo avuto episodi come la Diaz e Bolzaneto, come Cucchi, Aldovrandi e come il nostro Magherini, tutte ferite aperte e dolorose per la nostra democrazia.

Il PD ha preferito, come sempre, non prendere una posizione nemmeno lontanamente discosta dal livello nazionale, perdendo un’ottima occasione per sfruttare il presunto canale privilegiato nei rapporti con governo e parlamento: ne traiamo un quadro sconfortante, di completa sudditanza, con riverberi negativi per la città e per la politica.

Pubblicato martedì, 12 Aprile 2016 alle 10:48