25 aprile, Verdi e Grassi: “Nessuna retorica. Chi non scende in piazza è antifascista?”

“Da Sguanci ci aspettavamo le pubbliche scuse dopo le parole su Mussolini. Ma a scuola con lui devono tornarci in tanti”

Queste le dichiarazioni della consigliera Donella Verdi insieme al capogruppo Tommaso Grassi di Firenze riparte a sinistra

“Leggiamo sulla stampa dichiarazioni che quantomeno ci lasciano attoniti, da cittadini e politici a cui sicuramente farebbe bene tornare qualche ora sui banchi di scuola per studiare cosa è stata la Resistenza, cosa sia stata la Liberazione, come sia nata la Costituzione e cosa ancora oggi deve significare questa festa nazionale di tutte e tutti gli antifascisti. Non abbiamo visto ‘retorica’ nelle celebrazioni, anzi abbiamo ascoltato un bellissimo intervento della Vicepresidente nazionale dell’ANPI, Vania Bagni, che ha attualizzato e reso concreto il messaggio e il valore di questa giornata, e non abbiamo partecipato a nessuna ‘ammucchiata tanto per farci vedere’, come qualcuno sostiene e neppure ci sentiamo di aderire a chi dice che la Liberazione non ci ha portato ad una vera libertà.”

“Le libertà che oggi ci paiono scontate le dobbiamo proprio a quel momento storico, piuttosto dobbiamo impegnarci a non dimenticare ogniqualvolta qualcuno vorrebbe sottrarcene di nuove. Oppure riteniamo frutto di ignoranza storica e politica chi non ritiene il 25 aprile una festa perché ci sono stati troppi morti: infatti è proprio a chi è morto e ha sacrificato la propria vita nella lotta contro il nazifascismo che dobbiamo ogni anno dire grazie e non dimenticare celebrando questa ricorrenza ogni anno lo dobbiamo prima di tutto a loro. Persino più rispettoso risulta essere chi pur non festeggiando ammette di non capirne il significato: a colui e a tutte e tutti coloro che non lo capiscono ci permettiamo di consigliare di ascoltare le parole di chi quel periodo lo ha vissuto, e che insieme all’ANPI o alle altre associazioni antifasciste sono una risorsa ogni volta che andando in una scuola o ad un incontro pubblico spiegano quanto sia importante essere in quelle piazze. Chi non scende in piazza e attacca il 25 aprile, si chieda se è davvero antifascista.”

“Riflettendo su quanto emerso dalla stampa e dalle dichiarazioni pubbliche ci sentiamo ancora una volta di sottolineare l’impegno delle associazioni antifasciste e di ribadire come sarebbe importante che nelle scuole venisse trattata anche la storia della seconda guerra mondiale e della guerra di Liberazione. Forse sarebbe opportuno chiedere all’istituto storico della resistenza un corso di formazione rivolto agli amministratori fiorentini sulla storia del 900 e su quali basi sono nate le nostre istituzioni democratiche, per provare una volta per tutte, a ristabilire la verità sulla storia della nostra nazione.”

“Infine troviamo ridicolo attaccare l’ANPI perché alle celebrazioni ufficiali e all’appuntamento in piazza Poggi ha partecipato il Presidente Sguanci, servendo ai tavoli: quella piazza è di tutte e tutti coloro che sono antifascisti e nessuno avrebbe potuto cacciarlo ma certo da Sguanci ci aspettavamo le pubbliche scuse dopo le sconsiderate e sbagliate parole su Mussolini. Non accettiamo poi lezioni sulla richiesta delle dimissioni a Sguanci: noi le abbiamo chieste in Comune e ai Quartieri, cosa che certo altre forze politiche che hanno ben più importante rappresentanza istituzionale della nostra invece non possono certo vantare, avendo nelle loro file anche chi quel periodo e tanti valori non sembrano oggi certo disdegnare nel loro operato quotidiano. Ma se abbiamo detto che a scuola non sarebbe male mandarci il Presidente Sguanci, dopo gli errori anche storici, ci pare che con lui debbono tornarci in tante e in tanti”.

Pubblicato giovedì, 26 Aprile 2018 alle 13:53